Un’infanzia a mattoncini

Stavolta non parliamo di scrittura. L’argomento è più ampio, si parla di creatività. Ma anche dell’infanzia di molti di noi (la mia senz’altro)… Parliamo dei fantastici Lego, il gioco di costruzioni più famoso del mondo. I famosi mattoncini, allegri e colorati, che negli anni hanno saputo evolversi arrivando anche su pc e console, con titoli come Lego Star Wars o il mio adorato Lego Indiana Jones. I Lego sono stati un must della mia infanzia, anche se purtroppo le scatole che arrivavano a casa erano sempre abbastanza piccole, ma all’epoca eravamo dei grandi ingenui e non ce ne importava granché. Ci si giocava benissimo per ore, si smontavano e si creava qualcosa di totalmente nuovo, diverso, originale.

Provate a quantificare il mio entusiasmo quando ieri, per caso, leggendo un quotidiano locale ho scoperto che a due passi da casa mia c’era la terza edizione dell’ITLUG 2012, la più grande manifestazione italiana dedicata ai mitici mattoncini! Non potevo non andarci. Così, ieri pomeriggio, mi sono recato a Piana delle Orme, già nota per la mostra di mezzi militari risalenti alla seconda guerra mondiale, alla ricerca degli adorati Lego. All’entrata, la vista di due omini Lego alti circa un metro e cinquanta, composti da una miriade di mattoncini, mi hanno fatto capire dove mi trovavo. «Questo è il Paradiso» ho sentito dire da un bambino accanto a me. Beh, il Paradiso forse no, ma di certo è valsa la pena farci un salto. Entrato nell’ampio capannone, mi sono imbattuto in quello che da bambino era il mio sogno proibito: un’intera città fatta di Lego. Dalle eleganti palazzine al cinema, dal negozio di animali all’hotel, da un treno che sfrecciava rapido alle macchine lungo le strade, tutto andava componendo un microcosmo fatto di mattoncini. Accanto a questo enorme diorama (enorme è la parola giusta, fidatevi), tanti collezionisti esponevano le loro opere e qualcuno vendeva al mercatino dell’usato qualche pezzo in cambio di pochi spiccioli. Sullo sfondo, un mosaico di ben dieci metri quadrati omaggiava il simbolo della città eterna: il Colosseo. Rigorosamente fatto con i Lego, si capisce!

Dopo un’oretta passata a gironzolare nei paraggi (il capannone che ospita la manifestazione non è grandissimo, anche se sotto il suo tetto ho visto cose incredibili) sono tornato a casa, conscio di aver visto uno spettacolo davvero imperdibile. Ma soprattutto, a mente fredda, mi sono reso conto di essere tornato indietro nel tempo, e nei bambini che giocavano insieme ai genitori a costruire case, macchine, robot e chissà che altro ho rivisto la mia infanzia, ritrovando un pezzettino di me. E ora, a distanza di un giorno, dentro di me sento ancora una sensazione di dolcezza.

L’evento, iniziato proprio ieri, si concluderà domani primo maggio; per tutti voi, specialmente se avete passato un po’ della vostra infanzia a giocare con i Lego, ho un solo consiglio: andateci, forse ritroverete qualcosa dentro di voi che credevate perduto per sempre.

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